|
27
Lug
|
|
Chi desiderasse fare un tour di meditazione in Egitto, potrà approfittare di questa splendida occasione organizzata da Sharm Club
La durata della vacanze è di 8 giorni.
Il I giorno è previsto l’arrivo all’aeroporto del Cairo, in cui si incontrerà il capo gruppo. Seguirà il trasferimento all’Hotel, situato nella zona delle piramidi. Chi volesse è libero di dedicare la restante parte del giorno ad una visita turistica del Cairo.
Il II giorno, dedicato all’era dei faraoni, prevede una prima sessione di meditazione presso la piramide di Dahshur e la piramide di Abu Sir; segue il pranzo e quindi un’altra sessione di meditazione sull’altopiano di Giza, con le sue nove famose piramidi e sfingi. Successivamente è previsto il ritorno all’hotel.
Chi volesse potrà godersi lo spettacolo di suoni e di luci presso le piramidi di Giza.
Il III giorno, dedicato all’era greco-romana, prevede una sessione di meditazione ad Alessandria, presso il famoso sito con il tempio di Serapide e il tempio romano; quindi un’altra sessione di meditazione presso le catacombe di Kom el-Shoqafa. Segue il pranzo e il ritorno all’hotel. Il pomeriggio prevede la visita alla moschea di Abu Al Abbas Al Mursi e uno spettacolo di danza Sufi. Seguirà il trasferimento all’aeroporto e il volo verso Luxor.
Il IV giorno prevede l’imbarcazione sulla nave, con destinazione Dendera. Segue una sessione di meditazione a Dendera, presso il suo famoso tempio di Hathor, quindi lo spostamento ad Abydos, con una sessione di meditazione a Sethos; quindi il pranzo ed il ritorno a Luxor.
Il V giorno si partirà la mattina presto verso la parte occidentale di Tebe, seguirà una sessione di meditazione nella Valle dei Re, il tempio di Hatshepsut e i colossi di Memnone. E’ quindi previsto il ritorno a Luxor. Chi volesse potrà dedicare la serata ad ammirare lo spettacolo di suoni e luci presso il tempio di Karnak.
Il VI giorno, trasferimento in nave verso Edfu, sessione di meditazione nel tempio di Horus presso Edfu.
Il VII giorno, dopo la colazione è prevista la partenza verso il tempio di Isis sull’isola di Agilkia. Una volta ritornati alla nave, verrà servito il pranzo. Chi volesse potrà dedicare il pomeriggio ad una visita di Aswan.
Per l’VIII giorno chi volesse, potrà scegliere di volare il mattino presto a Abu SImbel per visitare il tempio di Ramses Secondo e di Nefertite oppure godersi una giornata libera sulla nave, per poi sbarcare e prendere il volo verso il Cairo.
Il programma include tutti i trafsermenti e i biglietti aerei, sistemazione con mezza pensione in Hotel 4 Stelle al Cairo, sistemazione con mezza pensione in una nave 5 Stelle per la tratta che va da Luxor e Aswan.
|
|
04
Mar
|
|
La musica egiziana è costituita da un insieme di influenze arabe, africane ed occidentali. Nello specifico si caratterizza per elementi d’improvvisazione e ritmo tipici delle musiche africane, e per l’uso di toni non presenti nella scala musicale classica, tipico delle tradizioni musicali arabe. Lo studio delle origini della musica egiziana avviene grazie a raffigurazioni sotto forma di bassorilievi, statue e affreschi così come di testi geroglifici unite alla testimonianza di alcuni testi in greco.
La musica aveva innanzitutto una connotazione religiosa all’interno di funzioni e riti: spesso un musicista è raffigurato di fronte ad una divinità, mentre durante le feste dedicate ad un dio o al faraone, venivano realizzati spettacoli da parte di musicisti e ballerine. Nello stesso tempo, stando alle raffigurazioni, la musica era molto importante anche nella vita di tutti i giorni: un pastore che suona il flauto in un momento di relax, feste di villaggio e strumenti e suoni che accompagnavano in battaglia le truppe del faraone.
I musicisti, uomini o donne, erano persone di una certa importanza nella società e potevano essere associati ad un tempio o ad una grande casa. Nell’Antico Regno gli strumenti musicali erano riservati agli uomini: un’orchestra di arpe e flauti accompagnava un cantante che insieme alle percussioni segnava la cadenza dei passi dei ballerini. Con il Nuovo Regno, oltre alla comparsa delle donne, sembra essere testimoniata un’evoluzione nella musica con una maggiore diversificazione degli strumenti: vengono introdotti una grande arpa, due liuti ed un doppio clarinetto. Molti strumenti sono stati ritrovati nelle tombe come parti di corredi funerari. L’arpa è uno dei più diffusi che ha avuto una lunga evoluzione dal primo strumento a sei o sette corde a quello da venti corde. A partire dal Nuovo Regno la cetra e la lira, importati dall’Asia vincono le preferenze degli Egiziani. Vengono molto usati anche gli strumenti a fiato intagliati nel legno o realizzati in metallo, come il flauto. Per scandire il ritmo della musica gli Egiziani utilizzavano una gran quantità di strumenti. Le “zagat” ricordano le nacchere spagnole. Anche i tamburi sono molto usati. Il sistro è uno strumento originario dell’Egitto e legato al mondo religioso. Veniva utilizzato soprattutto dalle donne nei rituali di ballo e canto in onore della dea Hathor. Molti sono strumenti utilizzati in Egitto derivano dalla musica orientale, senza dimenticare gli strumenti di tradizione occidentale come il sassofono o la fisarmonica, utilizzati nello stile “Baladi”.
All’inizio del XIX secolo la musica in Egitto ha conosciuto una rinascita ed ha ottenuto riconoscimento pubblico grazie al talento di due grandi maestri: Chehab Eddine et El Masloub. Il primo ha riunito in un’unica opera un centinaio di “muwashshah” d’essenza andalusa, e il secondo ha introdotto l’arte del “dawr” nel canto. Dopo gli anni dell’influenza turca nasce quindi un genere musicale nazionale nel recupero delle antiche tradizioni. La loro eredità darà comunque i suoi migliori frutti all’inizio del XX secolo, con artisti quali: Mohamed Abdel Wahab, Zakaryah Ahmad , Cheikh Sayyid Darwîsh, Sâlih Abd El Hayy, Oum Kalsoum, Abdel Halim Hafez. La musica egiziana è divenuta dall’ultimo quarto del XX secolo uno strumento di comunicazione di elementi sociali fino al moderno pop e alle musiche innovatrici tanto amate dai giovani, come ad esempio quelle del cantante Amr Diab. Per le strade, nei negozi, nei bar: la musica in Egitto è onnipresente e scandisce le attività della vita quotidiana. Ascoltare la musica tradizionale è ormai difficile, ma si può assistere sul luogo a spettacoli caratteristici come le percussioni nelle oasi.
Generi di canto nella musica egiziana:
Muashahah
Mawwal
Dawr
Qaseeda
Nasheed
Taqtuqah
Principali strumenti musicali:
 |
Laud |
Strumento onnipresente sia nella musica tradizionale sia in quella moderna. Conosciuto anche da Assiri, Cinesi e Persiani, in Egitto ha avuto una lunga evoluzione passando da 4 a 6 corde. |
| |
 |
Qanun |
Discende dall’antica arpa egiziana, è una sorta di cetra piatta, uno strumento molto usato nella musica classica araba dal X secolo. Attualmente questo strumento possiede 66 o 78 corde accordate a gruppi di tre. Viene suonato appoggiandolo sul tavolo o sulle ginocchia e pizzicando le corde con le mani o dei plettri. |
| |
 |
Zagat |
Strumento costituito di due piattini di metallo tenuti sul dito medio e sul pollice della mano. |
| |
 |
Nay |
Il flauto, lo strumento più antico nella musica egiziana. |
| |
 |
Zurna |
Utilizzato nella musica egiziana più folcloristica è una sorta di oboe a 7 fori. |
| |
 |
Arghoul |
Strumento composto di due canne delle quali una produce un’unica nota, mentre l’altra è dotata di 7 fori che permettono la produzione della melodia. |
| |
 |
Kamanjah |
Una sorta di violino molto leggero. Deriva probabilmente dal Rabab, strumento a due corde suonato con un archetto di origine persiana. Di probabile origine asiatica. |
| |
 |
Riqq |
Tamburello con funzione di accompagnamento, sopratutto nella danza. |
|
|
04
Feb
|
|
Gli studi archeologici, in associazione con quelli botanici, hanno dimostrato che l’uomo utilizza le spezie fin dalla preistoria. Ovunque e in ogni tempo l’uomo ha riconosciuto e distinto piante fuori dal comune. Questo è evidente soprattutto dal Neolitico, circa l’8000 a.C. nel Medio Oriente e 5000 a.C. in Europa Occidentale, quando l’uso della ceramica permette di cucinare cibi liquidi che possono essere aromatizzati per mezzo di spezie come origano, menta, timo.
A parte le proprietà reali delle spezie e delle piante, in tutto il mondo i loro aromi hanno nutrito l‘immaginario degli uomini e non solo il gusto, attraverso un insieme di elementi quali forma, colori, odori. Sono entrati quindi in cucina, a risvegliare l’appetito, nelle attività di pulizia quotidiana a profumare i corpi, in casa ad arricchire un ambiente.
Gli Antichi Egizi utilizzarono piante e spezie anche in medicina. L’acacia del Nilo ad esempio era utilizzata per risolvere diversi problemi tra cui le emorragie interne, la curcuma come cicatrizzante e la belladonna per alleviare i dolori. Non ultimo è l’uso delle piante aromatiche per l’imbalsamazione: nella mummia di Ramses II sono stati riconosciuti i resti di cipresso, olio di camomilla e fiori vari, come il loto e una sorta di narciso.
Le testimonianze che riguardano l’uso delle spezie e delle piante aromatiche nell’Antico Egitto sono tante, derivanti anche dalla religione e dall’idea di una vita nell’aldilà: nei corredi funerari infatti oltre ai beni personali del defunto, venivano offerti cibi e bevande in vari tipi di contenitori che in molti casi sono arrivati intatti fino ai giorni nostri. Dallo studio di questi resti si è rilevato l’uso di molte spezie.
Per il benessere e la bellezza del corpo si utilizzavano profumi, oli e unguenti a protezione della pelle, mentre i capelli venivano tinti con l’henné.
Oggi viaggiando in Egitto potete acquistare molte spezie, e vi consiglio sicuramente di dedicarvi a quelle da utilizzare in cucina. Potrete portare un po’ del gusto egiziano a casa vostra! Quando sarete a Sharm visitate il mercatino della Old Sharm: i negozi di spezie vi sorprenderanno sicuramente. Ricordatevi di scrivere il nome di ogni spezia che acquisterete o sarà difficile risalirvi una volta rientrati in Italia!
Ecco una lista di spezie tradizionalmente usate nella cucina egiziana:

Semi e fiori:
anice stellato: frutto di un arbusto sempreverde,utilizzato come infuso per il tè e a volte come ingrediente per biscotti o torte.
cardamomo: originario dell’India, baccello ci circa un centimetro di colore verde chiaro. Contiene diversi semi aromatici e piccanti. Spesso aggiunto nel caffè.
cumino (Kamoon): originario dell’Egitto, fortemente utilizzato nella cucina egiziana. I semi spesso vengono usati per dare sapore al pane o su altri cibi cotti al forno.
fiengreco (Halba): pianta originaria della penisola araba, i semi gialli sono utilizzati in cucina e per le proprietà sedative.
noce moscata (Goztitib): albero sempreverde, originario delle Molucche. Il frutto del diametro di circa 5cm, si divide in due metà, racchiudendo il seme che tritato viene utilizzato per molte ricette.
pepe: importato in Egitto in epoca romana, originario dell’India, viene realizzato essiccando i frutti della pianta.
coriandolo (Kuzbarah): originari proprio del Medio Oriente, utilizzato fresco come ingrediente in cucina. Sempre presente nella cucina egiziana.
menta (Nanaa): utilizzata in Egitto come aromatizzante per il tè nero.
timo (Zaatar): una spezia leggera utilizzata nelle ricette salate.
sesamo: pianta erbacea dell’Asia, è forse la più antica pianta di cui si utilizzano i semi. Gli Egiziani ne ricavavano una farina.

Scorze e radici:
cannella: una corteccia che viene usata macinata nel tè e in alcune ricette di cibi salati e dolci. Per ottenere i bastoncini di cannella si deve lasciar essiccare lper circa 7-8 mesi la corteccia.
curcuma (Khurkum): è una radice di origine indiana con proprietà digestive.
zenzero: pianta originaria di India e Asia tropicale, viene coltivato un po’ ovunque purché il clima lo permetta. Le radici, o meglio i rizomi, sotto una scorza compatta racchiudono una polpa dal profumo penetrante e dal sapore delicato, molto usato in cucina.

Le miscele:
curry: gli ingredienti di base sono pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, ma esistono tante varianti con l’aggiunta di chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino.
baharat: utilizzato nei bolliti di carne e verdure, nei ripieni e nel riso.
dukkah: miscela di spezie e frutti essiccati e tritati.
|
|
11
Set
|
|
Dal IV millennio a.C. in Egitto compare la scrittura definita “geroglifico”, dal greco “ sacra incisione”, in realtà una scrittura impiegata per argomenti vari, non solo quelli strettamente religiosi.
Sono circa 700 i segni geroglifici di epoca faraonica oggi conosciuti, ma in realtà coesistono all’interno di questo unico insieme diverse tipologie di segni. La particolarità della scrittura egizia, e forse l’aspetto più complicato da comprendere, è la sua natura in parte ideografica e in parte fonetica.
I caratteri infatti potevano raffigurare un oggetto (pittogrammi), rappresentare solo simbolicamente un’idea o un oggetto (ideogrammi), o identificare uno o più suoni (fonogrammi). Per le parole che non avevano un’espressione ideogrammatica, ad esempio i concetti astratti, venivano usati quindi segni che corrispondevano a suoni. La lingua egizia, della famiglia camito-semitica, era comunque ben più complicata perché in realtà ogni segno poteva rientrare in una diversa categoria a seconda del contesto. L’espressione scritta in questo modo si completava estendendo le potenzialità della scrittura ideografica.
Uno dei maggiori studiosi di lingua egizia è Alan Gardiner, autore di una grammatica, The Egyptian Grammar, che continua ad essere un punto di riferimento per gli egittologi di tutto il mondo.
Il geroglifico ha dato anche origine ad alcune varianti di scrittura: lo ieratico, che è una forma corsiva utilizzata in epoca tolemaica romana, il demotico, ulteriore semplificazione della scrittura ieratica e specchio della lingua parlata, fino alla forma copta, utilizzata dai cristiani egiziani, la quale diventerà la lingua ufficiale nell’Egitto del III sec dC. Probabilmente già dal V secolo i geroglifici in Egitto non erano più compresi, e solo dal 1800 si tornerà a decifrare questa scrittura che riporta vita, religione e cultura di un popolo attraverso una vera e propria forma d’arte, continuando ad affascinare ogni nuova generazione.
Per visualizzare l’alfabeto geroglifico: http://cronologia.leonardo.it/mondo04m.jpg
Per approfondire vedi anche L’Egitto dei geroglifici
|
|
07
Ago
|
|
Andando a fare acquisti nei tipici bazar di Sharm vecchia, i proprietari dei negozi vi inviteranno ad entrare offrendovi una tazza di carcadè…
Si tratta di una bibita dal colore rosso intenso realizzata per infusione dai fiori dell’ibisco, dal sapore lievemente acidulo, non contenente principi attivi eccitanti, ricca di vitamina C e utilissima per dissetarsi. La parola carcadè (karkadè) deriva dal nome “karkadeb” con cui la pianta è chiamata nel dialetto Tacruri in Etiopia. Il carcadè fa parte della famiglia delle Malvacee e come le altre piante della stessa famiglia possiede proprietà antinfiammatorie. Oltre ad essere coltivata in Africa, esiste nella zona tropicale di America e India. Oggi è l’Egitto la patria del carcadè, tanto che qui come in Sudan il brindisi per un matrimonio viene fatto con bicchieri colmi di questa bibita…In Messico il fiore di ibisco è chiamato jamaica e da questo prende il nome la bibita agua de jamaica. Esistono inoltre diverse varianti africane della bevanda come il jus de bissap senegalese, il wanjo del Gambia e lo zobo della Nigeria. Il carcadè è anche chiamato tè rosa dell’Abissinia, zona da cui l’Italia coloniale degli anni 30 importava questa pianta, usata in sostituzione del tè in seguito alle sanzioni imposte all’Italia dagli altri paesi europei con l’inizio della guerra d’Etiopia. Oggi si trova sotto forma di bustine e sfuso in erboristeria, ma certamente nei mercati egiziani ne troverete in gran quantità. Quando sarete a Sharm non scordate quindi di rinfrescarvi dopo una giornata di mare e sole assaporando questa particolare bibita locale…
|
|
24
Lug
|
|

Sharm el Sheikh, ormai sinonimo del paradiso naturale “barriera corallina”, può diventare paradossalmente un’importante risorsa contro altri tipi di barriere, materiali o immateriali, che limitano l’accessibilità nei luoghi di vacanza ai turisti con disabilità. Ovviamente prima di prenotare un hotel o un villaggio è necessario informarsi in modo approfondito sulle strutture alberghiere, l’accessibilità alle varie aree, la presenza di particolari attrezzature come le sedie job, adatte al trasporto di disabili o anziani su diversi tipi di fondo (ad esempio la sabbia). Non sempre infatti le descrizioni degli hotel chiariscono tutti gli aspetti, e spesso gli stabilimenti sono definiti “accessibili” ai clienti con disabilità solo perché dotati di alcune (poche) attrezzature di base. L’accesso al mare ad esempio può avvenire esclusivamente tramite pontili, e in alcuni casi la barriera corallina inizia già dalla riva, rappresentando un ostacolo per tutti i turisti, oltre che causa di notevoli danni ambientali. Il sito www.egyptforall.com offre tanti consigli utili per chi desidera recarsi in Egitto al di là della propria disabilità, mentre troverete informazioni e articoli sul turismo accessibile sul sito www.disabili.com. Per gli appassionati di immersioni diversamente abili, i centri sub del Mar Rosso offrono programmi speciali con istruttori specializzati. Il Camel Dive Club e Hotel ad esempio permette non solo l’accesso illimitato a tutte le strutture dell’hotel, ma anche immersioni pianificate individualmente.
|
|
04
Apr
|
|
Per quanto Sharm sia vicina e il clima, in alcuni periodi dell’anno, simile a quello del Mediterraneo, si trova comunque in Egitto, un paese straniero, dove è bene arrivare equipaggiati per ogni evenienza medica, nonostante la regione di Sharm sia attrezzata; molto spesso per i piccoli malesseri è sufficiente avere con se i farmaci giusti per affrontare i piccoli imprevisti che possono capitare.
A Sharm dovete sempre ricordare di esporvi con una protezione adeguata e mai nelle ore più calde, quindi portate con voi le protezioni necessarie, il doposole e una crema contro le scottature da sole come il Fenistil o simili, fate attenzione anche a proteggere il capo dalle insolazioni.
In caso di raffreddamento, mal di testa e febbre, gli analgesici come Moment, Cibalgina, Aspirina o simili e un antipiretico contro la febbre come la Tachipirina, possono rivelarsi fondamentali per evitare di passare la vacanza a letto.
Per proteggere lo stomaco, ricordate di portare con voi i fermenti lattici come l’Enterogermina che insieme ad altri utili accorgimenti quali: non bere mai l’acqua dal rubinetto, non usare il ghiaccio nelle bevande e porre attenzione ai cibi crudi o alle verdure bollite possono scongiurare dissenteria e infezioni batteriche.
Qualora la famosa maledizione di Tutan Kamon (la diarrea), dovesse colpire si può assumere il Dissenten o l’Imodium e in caso di persistenza il Bimixin è un utile disinfettante intestinale.
Per la nausea sono indispensbili il Peridon o il Plasil , mentre se si soffre di mal di aereo o di mare, il Travelgum è un utile rimedio, in caso di malessere ricorrere alla Xamamina.
Per ogni eventualità quali eritemi, punture di insetti e contusioni è bene avere con se delle pomate quali Gentalyn Beta, Polaramin, e Lasonil.
Salviettine disinfettanti, garze sterili, cerotti, cotone idrofilo e un antisettico come il mercurio cromo sono indispensabili per curare piccole ferite, ricordate infatti di porre molta attenzione ai coralli che sono molto taglienti.
Un cortisonico come il Bentalan ed un collirio antisettico come il Tetramil, completano questa sorta di valigetta medica del viaggiatore.
Ovviamente, i soggetti allergici e coloro che seguono cure farmaceutiche, senza una consultazione medica non possono seguire neppure dei semplici consigli ne tanto meno assumere farmaci, compresi quelli da banco, per evitare rischi di reazioni o interazioni; Pertanto, prima di partire si deve chiedere al proprio medico quali farmaci portare e quali siano le modalità di somministrazione.
|
|
25
Mar
|
|
Ormai l’Egitto è sinonimo di sole, mare e divertimento, ma un tempo nell’immaginario collettivo, l’Egitto, il cui territorio era compreso tra il confine col Sudan e lo sbocco nel Mediterraneo, rappresentava la terra biblica dei faraoni e delle piramidi e nella mappa storica dell’Antico Testamento fu la temporanea prigione degli ebrei di Mosè. Una lontanissima civiltà sviluppatasi nella sottile linea di terra fertile distesa lungo le sponde del Nilo che si identificava con questa comunità antica e misteriosa, riconosciuta come stato sin dal 3300 a.C.. Uno dei profili della cultura egiziana, che esercita ancora tutto il suo fascino e suscita l’attenzione degli appassionati di egittologia, è costituito dalla scrittura geroglifica, lemma derivante etimologicamente dal connubio tra “ἱερός” (hieros), vale a dire “sacro” e γλύφειν (glyphein) nel senso di “incidere”, pertanto, si tratta di segni pittorici che combinano elementi ideografici, sillabici e alfabetici.
In realtà, non è chiaro se la scrittura geroglifica sia frutto di comparsa spontanea o di importazione, ma la sua caratteristica costante è la combinazione del pittogramma, dell’ideogramma e del fonogramma.
Il primo è la rappresentazione diretta, ossia la raffigurazione, a titolo esemplificativo di un uomo, di una casa, di un vegetale, di un animale che equivale a pronunciarne il nome. Il secondo è un simbolo o un carattere grafico costituente un significante e corrispondente ad una parola o a un concetto fondante il suo significato, attraverso la c.d. “metonimia”, un processo utilizzato al fine di rappresentare la causa per l’effetto, ad es. il vento per il tramite di una vela rigonfia. Il terzo consiste in un segno grafico composto da una figura che non indica l’oggetto rappresentato, ma il suono del suo nome.
Nel corso delle epoche, l’utilizzo di tale simbologia è stato riservato, principalmente, alle iscrizioni lapidarie e murali, incise a bassorilievo o dipinte. Il principio di base di questa particolare forma di scrittura non si è evoluto in modo significativo, tanto che le uniche varianti riguardano la grafia. Oltre alle iscrizioni ed incisioni menzionate, i fogli di papiro (composto da bande sottili sovrapposte e incrociate estratte dalla sezione interna del fusto, reciso longitudinalmente) ci regalano dei reperti importantissimi: il papiro veniva inumidito, pressato, asciugato e, infine, battuto o levigato con avorio, per poi essere arrotolato. Con la grafia ieratica che riproduceva i geroglifici abbreviati, si trasformò in un tipo di scrittura stenografica che, dall’era della cultura faraonica, è progredita verso una semplificazione sempre crescente, fino a quando, attraverso l’influsso degli scambi con il Mediterraneo e le dominazioni prima greca ed in seguito romana, si avvicinò sempre più ad un sistema alfabetico come l’alfabeto copto.
|
|
21
Mar
|
|
Gli Italiani sono tra i maggiori visitatori al mondo dell’Egitto, questa destinazione non conosce crisi, anzi continua a crescere, nel 2007 oltre 10.000.000 di persone hanno scelto l’Egitto come meta delle loro vacanze.
Il Mar Rosso coi suoi fondali, il clima, le Piramidi, le crociere sul Nilo, la Valle dei Re, il Tempio di Luxor, sono solo alcuni dei motivi che fanno dell’Egitto un paese irrinunciabile e a conferma del valore di questi viaggi si registra la tendenza dei turisti a tornarvi più volte, in particolare è Sharm e tutto il Mar Rosso, ad aver registrato nel 2007 il tutto esaurito.
L’ Egitto, così vicino alla vecchia Europa, sta puntando moltissimo sul turismo e sui desideri dei visitatori, aumentando costantemente le strutture più richieste: dai porti turistici, ai Campi da Golf dove gli amanti di questo sport trovano la loro destinazione perfetta, grazie all’ampia offerta di campi dai paesaggi suggestivi e al clima caldo dei mesi invernali e infine le SPA, di cui i lussuosi resort si sono arricchiti per offrire relax e benessere ai propri clienti.
I turisti scelgono l’Egitto anche perché possono godere del lusso di strutture alberghiere nuovissime e di un clima e di un mare da sogno a cifre molto più accessibili che altrove; infatti tutti questi nuovi progetti turistici sono realizzati secondo i più alti standard ma continuano a mantenere un ottimo livello di competitività nel mercato dei viaggi, grazie ai prezzi vantaggiosi rispetto alle altre mete; proprio in considerazione di questa domanda crescente, il Mar Rosso propone nuovi insediamenti balneari quali Taba, Port Ghalib e Ain El Soukhna.
Oltre alle mete tradizionali quali il Cairo, Luxor e il Nilo, l’Egitto offre l’opportunità di scegliere molti itinerari ed escursioni da abbinare ai soggiorni mare, come i tour nel deserto, le visite ai luoghi sacri per ebrei e cristiani ma soprattutto, ultimamente, sono molto richieste le Oasi di Siwa, Baharia e Farafra dove pernottare nei lodge in stile berbero dei resort ecocompatibili, costruiti col tetto di palme e fatti di “kershef”(sale, fango e sabbia).
Prenota la tua vacanza in Egitto!
|
|
20
Mar
|
|
Una bella vacanza a Sharm el Sheikh, oltre a regalarvi l’emozione di un mare strepitoso, dai fondali ricchissimi di flora e fauna, può diventare l’occasione per avvicinarsi ai misteri della millenaria cultura egizia.
Oltre allo straordinario snorkeling, praticabile in queste acque cristalline, ed al sole caldo, potrete concedervi il tempo della scoperta storica.
La cultura e le tradizioni Egizie rappresentano per il mondo intero la chiave di svolta insoluta dell’intero sviluppo umano; crocevia di genti e di storie, da sempre, l’Egitto è uno dei paesi arabi più cosmopoliti ma, nonostante questa apertura e questa modernità, seppure contraddittoria, la sua storia più antica resta imperscrutabile.
Le misteriose piramidi, dalla incredibile struttura architettonica, nacquero come tombe monumentali per i faraoni perché, nell’antico Egitto, la vita ultraterrena era eterna e, pertanto, solo attraverso un rito funerario complicatissimo, si poteva conservare la vita dopo la morte.
Gli archeologi ancora dibattono sulle origini e sulle tecniche usate per costruire questi monumenti che testimoniano una tecnica costruttiva di altissimo livello, oltre a notevoli conoscenze astronomiche.
Con la mummificazione, le cui procedure sono ancora in parte sconosciute, si procedeva all’imbalsamazione del cadavere, rimuovendo tutti gli organi interni, ad eccezione del cuore e, poi il natron (Carbonato idrato di sodio) seccava il cadavere che veniva avvolto in bende di lino, perché, secondo la cultura egizia, solo preservando le spoglie, il defunto avrebbe potuto continuare a vivere.
Grazie ad elaborati rituali funebri e ad un cospicuo corredo fornito di tutto (dalle cose utili come gli oggetti terreni, a quelle sfarzose come suppellettili e amuleti), i morti si garantivano la vita eterna. Affinché lo spirito potesse riconoscere il corpo, sulla testa della mummia venivano poste splendide maschere mortuarie che rappresentavano il ritratto del defunto. Tutto questo veniva fatto per condurre il morto nell’Aldilà; infine prima della sepoltura gli veniva aperta la bocca per riattivare i sensi e il dio Anubis pesava il cuore per decidere se il morto meritasse la vita eterna.
|
|
|