Una bella vacanza a Sharm el Sheikh, oltre a regalarvi l’emozione di un mare strepitoso, dai fondali ricchissimi di flora e fauna, può diventare l’occasione per avvicinarsi ai misteri della millenaria cultura egizia.
Oltre allo straordinario snorkeling, praticabile in queste acque cristalline, ed al sole caldo, potrete concedervi il tempo della scoperta storica.
La cultura e le tradizioni Egizie rappresentano per il mondo intero la chiave di svolta insoluta dell’intero sviluppo umano; crocevia di genti e di storie, da sempre, l’Egitto è uno dei paesi arabi più cosmopoliti ma, nonostante questa apertura e questa modernità, seppure contraddittoria, la sua storia più antica resta imperscrutabile.
Le misteriose piramidi, dalla incredibile struttura architettonica, nacquero come tombe monumentali per i faraoni perché, nell’antico Egitto, la vita ultraterrena era eterna e, pertanto, solo attraverso un rito funerario complicatissimo, si poteva conservare la vita dopo la morte.
Gli archeologi ancora dibattono sulle origini e sulle tecniche usate per costruire questi monumenti che testimoniano una tecnica costruttiva di altissimo livello, oltre a notevoli conoscenze astronomiche.
Con la mummificazione, le cui procedure sono ancora in parte sconosciute, si procedeva all’imbalsamazione del cadavere, rimuovendo tutti gli organi interni, ad eccezione del cuore e, poi il natron (Carbonato idrato di sodio) seccava il cadavere che veniva avvolto in bende di lino, perché, secondo la cultura egizia, solo preservando le spoglie, il defunto avrebbe potuto continuare a vivere.
Grazie ad elaborati rituali funebri e ad un cospicuo corredo fornito di tutto (dalle cose utili come gli oggetti terreni, a quelle sfarzose come suppellettili e amuleti), i
morti si garantivano la vita eterna. Affinché lo spirito potesse riconoscere il corpo, sulla testa della mummia venivano poste splendide maschere mortuarie che rappresentavano il ritratto del defunto. Tutto questo veniva fatto per condurre il morto nell’Aldilà; infine prima della sepoltura gli veniva aperta la bocca per riattivare i sensi e il dio Anubis pesava il cuore per decidere se il morto meritasse la vita eterna.