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sinai1.jpgSharm el Sheikh compare per la prima volta sulle carte marittime nel 1762.

Grazie alla sua posizione strategica, Sharm EL Sheikh, è sempre stata una zona di grande interesse. Avere il dominio su Sharm el Sheikh significava avere il possesso di un bastione sul mare, essa è infatti situata sulla punta estrema della Penisola del Sinai e rappresenta un semplice accesso al Golfo di Eilat, al Golfo di Suez e al Golfo di Aqaba. Grazie alla sua posizione sul Mar Rosso, questa città era considerata una porta di accesso principale, in cui fioriva il mercato dell’oro. L’importanza di Sharm El Sheikh era inoltre data dall’essere il passaggio obbligato per raggiungere il Jabl Musa (Monte di Mosè), dove si suppone che Mosè abbia ricevuto il decalogo con i comandamenti. Questo legame con Israele paralizzò per due volte la città di Sharm el Sheikh, prima nel 1956 e poi nuovamente nel 1967, quando l’allora Presidente egiziano Nasser bloccò la strada da Tiran e quindi l’accesso di Israele al Mar Rosso. Quest’azione scatenò la guerra dei sei giorni.

In sei giorni, a partire dall’annientamento di sorpresa dell’intera aviazione egiziana, gli israeliani occuparono per la seconda volta il Sinai e per la prima volta i territori palestinesi a Ovest del Giordano, annessi nel ‘50 al regno di Giordania. Con il trattato di pace firmato il 26 marzo 1979, a Washington, in seguito agli accordi di Camp David (1978), Sharm El-Sheikh tornò all’Egitto, primo Paese a firmare un accordo di pace e a riconoscere Israele.

Intorno agli anni ’90, l’incredibile sviluppo turistico fu di forte stimolo per la città. Oggi, l’economia di Sharm el Sheikh dipende esclusivamente dal turismo e Sharm è considerata uno delle zone balneari più care dell’Egitto. Ciò dipende, tra l’altro, dalle potenzialità offerte dall’acqua limpida e calda del Mar Rosso per le attività di sport acquatico. Per gli amanti del sub, in modo particolare, l’intera area (insieme al Parco nazionale Ras Mohammed) è considerata una delle zone più note per queste attività sportive.

Naama Bay, che si trova a Nord della città, è una piccola Las Vegas dell’Egitto. Qui gli abitanti si sentono aperti al mondo e liberi da qualsiasi dottrina politica. Non è un caso che l’elite politica internazionale si incontri proprio qui e che Sharm El-Sheikh rappresenti il simbolo della speranza di pace nel vicino oriente. A questo proposito, ricordiamo l’incontro nel giugno del 2007 tra il presidente egiziano Husni Mubarak e quello palestinese Mahmud Abbas per parlare del futuro di Gaza.